September 08
... perché ciò che appare è quasi sempre falso e ingannatore...
Non era più un sorriso,
solo uno strappo in faccia
e quando me ne accorsi,
quel che del giorno intatto
ancora rimaneva,
scuriva già dissolto
in piccoli bocconi
di pane nero e fiele.
© Pietro Sassi
June 04
Poi
Diafane vite d’aria
galleggiano sospese
su liquidi riflessi,
si frangono ferite
in dissanguati sprazzi,
precipitate sciolgono
muti angoli oscuri
in vitree pozze cieche.
Sera estiva che esplode
nel tuo colmo prodigio,
le purpuree vertigini
delle labbra e dei seni,
terra ebbra di bosco
calda d’aromi accesi;
poi ancora giorni uguali
a chiedere ragione
del tempo e dell’assenza.
Non danno nessun frutto
radici avvelenate
da ogni amore perso,
nelle secche distese
di pena raggrumata
in grigie zolle avare.
E se talvolta appare
in lontananze incerte
l’improvviso scalpore
di un segno iridescente,
immagina che sia
lieve e fragile pegno
strappato a questa notte.
© Pietro Sassi
May 08

PRINCESA
Sono la pecora sono la vacca
che agli animali si vuol giocare
sono la femmina camicia aperta
piccole tette da succhiare
Sotto le ciglia di questi alberi
nel chiaroscuro dove son nato
che l'orizzonte prima del cielo
era lo sguardo di mia madre
"Che Fernandino è come una figlia
mi porta a letto caffè e tapioca
e a ricordargli che è nato maschio
sarà l'istinto sarà la vita"
E io davanti allo specchio grande
mi paro gli occhi con le dita
a immaginarmi tra le gambe
una minuscola fica
Nel dormiveglia della corriera
lascio l'infanzia contadina
corro all'incanto dei desideri
vado a correggere la fortuna
Nella cucina della pensione
mescolo i sogni con gli ormoni
ad albeggiare sarà magia
saranno semi miracolosi
Perché Fernanda è proprio una figlia
come una figlia vuol far l'amore
ma Fernandino resiste e vomita
e si contorce dal dolore
E allora il bisturi per seni e fianchi
una vertigine di anestesia
finché il mio corpo mi rassomigli
sui lungomare di Bahia
Sorriso tenero di verdefoglia
dai suoi capelli sfilo le dita
quando le macchine puntano i fari
sul palcoscenico della mia vita
Dove tra ingorghi di desideri
alle mie natiche un maschio s'appende
nella mia carne tra le mie labbra
un uomo scivola l'altro s'arrende
Che Fernandino mi è morto un grembo
Fernanda è una bambola di seta
sono le braci di un'unica stella
che squilla di luce e di nome Princesa
A un avvocato di Milano
ora Princesa regala il cuore
e un passeggiare recidivo
nella penombra di un balcone
o matu (la campagna)
o céu (il cielo)
a senda (il sentiero)
a escola (la scuola)
a igreja (la chiesa)
a desonra (la vergogna)
a saia (la gonna)
o esmalte (lo smalto)
o espelho (lo specchio)
o baton (il rossetto)
o medo (la paura)
a rua (la strada)
a bombadeira (la modellatrice)
a vertigem (la vertigine)
o encanto (l'incantesimo)
a magia (la magia)
os carroc (le macchine)
a policia (la polizia)
a canseira (la stanchezza)
o brio (la dignità)
o noivo (il fidanzato)
o capanga (lo sgherro)
o fidalgo (il gransignore)
o porcalhao (lo sporcaccione)
o azar (la sfortuna)
a bebedeira (la sbronza)
as pancadas (le botte)
os carinhos (le carezze)
a falta (il fallimento)
o nojo (lo schifo)
a formusura (la bellezza)
viver (vivere)
Dall'album "Anime salve".
Nota:
"Princesa" è liberamente tratta dall'omonimo
romanzo-intervista di Maurizio Jannelli
e Fernanda Farias
Testo: F. De Andrè – I. Fossati
Anno di pubblicazione: 1996
January 23
Passaggio
"È il momento d’andare”,
non taceva la voce,
come suono attutito
di fragori sospesi.
E l’ultimo disegno
sopra i vetri appannati
a comporre le tracce
del turbine impazzito;
pesava sulle cose
un silenzio irreale,
l’ottusa pace bianca
a celare il segreto.
Mostruosa meraviglia,
disvelato terrore,
avrebbe fatto a pezzi
l’inutile sequenza
il grido liberato.
“Ora è tempo d’andare."
Sentire oltre l’abbaglio
che finiva l’inganno
e un altro ne nasceva.
© Pietro Sassi
Ora so,
ora starò più attento...
ma non servirà a niente.
November 30
Dammi il tuo cuore,
lo farò a brandelli,
lo darò a quei cani,
laggiù in fondo alla valle,
che hanno fame di te
e della tua carne.
Prendi il mio cuore,
fanne ciò che vuoi,
è stanco e batte appena
i secondi mancanti
alla sua ora,
e solo questo vuole.
Hanno mangiato il cuore
e il tuo è ancor vivo
nel petto che non teme
nessun colpo.
Era cuore di cane:
non ha pietà la fame.
© Pietro Sassi