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    September 08

    Lo strappo

     

    René Magritte - Il doppio segreto - 1927 - Museo Nazionale d’Arte Moderna - Parigi, olio su tela cm 114 x 162 

     

               ... perché ciò che appare è quasi sempre falso e ingannatore...

     

    Non era più un sorriso,
    solo uno strappo in faccia
    e quando me ne accorsi,
    quel che del giorno intatto
    ancora rimaneva,
    scuriva già dissolto
    in piccoli bocconi
    di pane nero e fiele.

     
    © Pietro Sassi 
     

    June 04

    Poi

     
     
     
     
     
    Poi
     

    Diafane vite d’aria
    galleggiano sospese
    su liquidi riflessi,
    si frangono ferite
    in dissanguati sprazzi,
    precipitate sciolgono
    muti angoli oscuri
    in vitree pozze cieche.

    Sera estiva che esplode
    nel tuo colmo prodigio,
    le purpuree vertigini
    delle labbra e dei seni,
    terra ebbra di bosco
    calda d’aromi accesi;
    poi ancora giorni uguali
    a chiedere ragione
    del tempo e dell’assenza.

    Non danno nessun frutto
    radici avvelenate
    da ogni amore perso,
    nelle secche distese
    di pena raggrumata
    in grigie zolle avare.

    E se talvolta appare
    in lontananze incerte
    l’improvviso scalpore
    di un segno iridescente,
    immagina che sia
    lieve e fragile pegno
    strappato a questa notte.

     

    © Pietro Sassi
     
     
    May 08

    Princesa - Fabrizio De André


     

     

    PRINCESA

    Sono la pecora sono la vacca
    che agli animali si vuol giocare
    sono la femmina camicia aperta
    piccole tette da succhiare

    Sotto le ciglia di questi alberi
    nel chiaroscuro dove son nato
    che l'orizzonte prima del cielo
    era lo sguardo di mia madre

    "Che Fernandino è come una figlia
    mi porta a letto caffè e tapioca
    e a ricordargli che è nato maschio
    sarà l'istinto sarà la vita"

    E io davanti allo specchio grande
    mi paro gli occhi con le dita
    a immaginarmi tra le gambe
    una minuscola fica

    Nel dormiveglia della corriera
    lascio l'infanzia contadina
    corro all'incanto dei desideri
    vado a correggere la fortuna

    Nella cucina della pensione
    mescolo i sogni con gli ormoni
    ad albeggiare sarà magia
    saranno semi miracolosi

    Perché Fernanda è proprio una figlia
    come una figlia vuol far l'amore
    ma Fernandino resiste e vomita
    e si contorce dal dolore

    E allora il bisturi per seni e fianchi
    una vertigine di anestesia
    finché il mio corpo mi rassomigli
    sui lungomare di Bahia

    Sorriso tenero di verdefoglia
    dai suoi capelli sfilo le dita
    quando le macchine puntano i fari
    sul palcoscenico della mia vita

    Dove tra ingorghi di desideri
    alle mie natiche un maschio s'appende
    nella mia carne tra le mie labbra
    un uomo scivola l'altro s'arrende

    Che Fernandino mi è morto un grembo
    Fernanda è una bambola di seta
    sono le braci di un'unica stella
    che squilla di luce e di nome Princesa

    A un avvocato di Milano
    ora Princesa regala il cuore
    e un passeggiare recidivo
    nella penombra di un balcone

    o matu (la campagna)
    o céu (il cielo)
    a senda (il sentiero)
    a escola (la scuola)
    a igreja (la chiesa)
    a desonra (la vergogna)
    a saia (la gonna)
    o esmalte (lo smalto)
    o espelho (lo specchio)
    o baton (il rossetto)
    o medo (la paura)
    a rua (la strada)
    a bombadeira (la modellatrice)
    a vertigem (la vertigine)
    o encanto (l'incantesimo)
    a magia (la magia)
    os carroc (le macchine)
    a policia (la polizia)
    a canseira (la stanchezza)
    o brio (la dignità)
    o noivo (il fidanzato)
    o capanga (lo sgherro)
    o fidalgo (il gransignore)
    o porcalhao (lo sporcaccione)
    o azar (la sfortuna)
    a bebedeira (la sbronza)
    as pancadas (le botte)
    os carinhos (le carezze)
    a falta (il fallimento)
    o nojo (lo schifo)
    a formusura (la bellezza)
    viver (vivere)



    Dall'album  "Anime salve".

    Nota:
    "Princesa" è liberamente tratta dall'omonimo
    romanzo-intervista di Maurizio Jannelli
    e Fernanda Farias

    Testo: F. De Andrè – I. Fossati
    Anno di pubblicazione: 1996

     
    January 01

    Francesco Guccini - Canzone dei dodici mesi (live 1982)

     
     
     
     
    October 21

    Ascolta

     

    Ed è quell’ala nera
    che t’insegue e poi scende
    a riempire di notte
    ogni tuo passo incerto.


    Ascolta, già si sente,
    ora credo che il mare
    porterà il suo respiro,
    spezzerà con le voci
    questo silenzio amaro;
    le voci mai perdute
    come una dolce brezza
    sfioreranno il tuo viso.


    Ascolta, sta arrivando,
    ora credo che il mare
    porterà il suo respiro.

                                    

    © Pietro Sassi
                                     
                                 
      
    Forse nulla finisce davvero...

    September 23

    Vestito d’ombra

     
     
    Nessuno vi ha parlato,
    ma forse lo sapete,
    sono arrivate voci
    che confuse dicevano,
    nessuno vi ha parlato
    di quel piccolo uomo
    che il suo peso trascina
    su strade sempre uguali.

     
    A volte quando è chiara
    la notte e sembra dolce
    per ognuno che vive,
    e il mormorare calmo
    della riva lontana
    canta parole antiche
    di volti ritrovati,
    sul ponte dei ricordi
    poggia la sua stanchezza
    e fantasie estenuate.

     
    Alza la testa e guarda,
    fissa i disegni strani
    che quella luce bianca
    forma sull’acqua scura;
    e nell’ultima scena
    per lui ci sarà un dio
    che con braccia di vento
    e preghiere di sale
    il suo vestito d’ombra
    inerme accoglierà.
     
     
    © Pietro Sassi
     
    February 17

    Siamo cieli distanti

     
    Siamo cieli distanti
    sopra la stessa terra
    di fango ed acque chiare,
    siamo ormai cieli stanchi,
    gli ultimi fuochi bianchi
    della notte.
     
     
    © Pietro Sassi
     
    January 23

    Passaggio


     

    Michael Kenna - Rickety Pier, Saroma Lake, Hokkaido, Japan, 2005
     
     
     
    Passaggio


                                      "
    È il momento d’andare”,                                 
    non taceva la voce,
    come suono attutito
    di fragori sospesi.
     

    E l’ultimo disegno
    sopra i vetri appannati
    a comporre le tracce
    del turbine impazzito;
    pesava sulle cose
    un silenzio irreale,
    l’ottusa pace bianca
    a celare il segreto.
     

    Mostruosa meraviglia,
    disvelato terrore,
    avrebbe fatto a pezzi
    l’inutile sequenza
    il grido liberato.
     

    “Ora è tempo d’andare."
    Sentire oltre l’abbaglio
    che finiva l’inganno
    e un altro ne nasceva.
     

    © Pietro Sassi
     
     
    Ora so,
    ora starò più attento...
    ma non servirà a niente.

     
    December 24

    E poi nulla di te

     
     
    E poi nulla di te,
    come di cieli aperti
    sanno i miei sguardi bassi,
    eppure tu ci sei
    oltre il freddo dei ferri,
    oltre impronte sfocate
    di un immobile scatto;

    eppure sopra di me
    continuano a girare,
    lentamente a ruotare
    implacabili spazi
    di silente purezza.
     
     
    © Pietro Sassi 
    November 30

    Era cuore di cane

                                        

     
    Dammi il tuo cuore,
    lo farò a brandelli,
    lo darò a quei cani,
    laggiù in fondo alla valle,
    che hanno fame di te
    e della tua carne.

    Prendi il mio cuore,
    fanne ciò che vuoi,
    è stanco e batte appena
    i secondi mancanti
    alla sua ora,
    e solo questo vuole.

    Hanno mangiato il cuore
    e il tuo è ancor vivo
    nel petto che non teme
    nessun colpo.
    Era cuore di cane:
    non ha pietà la fame.


    © Pietro Sassi 
     

    October 18

    Oltre la paura

     

    Michael Kenna - Yunoshima Island, Asamushi, Honshu, Japan. 2002

    Non è lontano il cielo
    è solo a un passo
    oltre la paura.

    © Pietro Sassi 
     

    August 18

    I miss you...

     

    Michael Kenna - Pier One Interior, Fort Mason, San Francisco, California, USA. 2003

     

    When the truth is, I miss you...

     

    July 13

    Ti sorrida la notte che viene

     

     
     
     
    Ti sorrida la notte che viene
    ti accarezzi con dita leggere
    che l’abbraccio del buio sia lieve
    come questo profumo d’estate,
    ora ha mani di donna la sera
    ha capelli che sanno di luna
    e il tuo volto posato sul seno,
    lei ti culla con storie di vento
    di quel vento rubato al tramonto
    mentre intreccia al tuo collo ghirlande
    sogni d’acqua ed antiche parole
    il suo soffio odoroso di tigli
    scorre piano sui tuoi occhi chiusi.
    Ti sorrida la notte che viene
    con quel grido randagio di vita
    sopra tetti macchiati di luce,
    ora ha labbra di donna la sera
    ha il respiro dell’erba tagliata
    e un papavero rosso di sole
    da lasciarti vicino al cuscino
    mentre scivola lenta dal cielo
    ti accarezza il suo pianto sottile
    che rimane a brillarti sul viso
    .

     
    © Maria Daniela Sassi

     
    Potete ascoltare la bella versione musicata e cantata da Daniele Locchi,
    cliccando sul link qui sotto:
     
     
     
    Lo spazio di Daniela: 

    Pagine bianche

    Fuoco nero tra schiuma di mare
     
    May 20

    Era un giorno d'aprile


       
       Era un giorno d’aprile, ora ricordo,
       e l’aria era leggera come quando
       il mattino si spoglia a poco a poco
       e nudo e chiaro il volto delle cose
       si mostra nuovo incanto di scoperta
       agli occhi che non hanno più memoria.


       Era un giorno d’aprile e non sapevo
       che i risvegli di voli, suoni e voci,
       screziata luce in festa nei cristalli,
       bloccati in sospensione d’ogni moto,
       sarebbero rimasti in quell’istante
       l’effigie senza tempo della gloria.


       Era un giorno d’aprile, ora ricordo
       e fra le mani trema un foglio bianco,
       non ricompone il segno i vivi tratti
       di chi la terra e il cielo folgorò.
       Poi furono gli artigli della notte
       a far di meraviglia solo storia.


       © Pietro Sassi
     
    April 17

    Roccia di scissi inganni


       Lo sento, ti avvicini,René Magritte - La chiave di ghiaccio
       sento i tuoi passi incerti
       e vorrei dirti tanto
       e non so più chi sono.

       Vivo, di poca vita,
       di quella che mi resta
       tolto ogni spazio vuoto,
       fuori dei miei rifiuti.

       Un disperato senso
       strappa quel falso velo,
       mi trascina diviso
       all’istante perduto.

       E sono lì con te,
       non sfiorano i tuoi occhi
       l’invisibile forma
       della mia età smarrita.

       S’innalza oltre lo sguardo,
       di cieli infranti parto,
       roccia di scissi inganni
       al gesto più non cede.


       © Pietro Sassi

    March 04

    LA NOTTE BELLA


      Devetachi il 24 agosto 1916


      Quale canto s'è levato stanotteVan Gogh, Notte stellata 1889
      che intesse
      di cristallina eco del cuore
      le stelle
     
      Quale festa sorgiva
      di cuore a nozze
     
      Sono stato
      uno stagno di buio
     
      Ora mordo
      come un bambino la mammella
      lo spazio
     
      Ora sono ubriaco
      d'universo

      Giuseppe Ungaretti (L'Allegria, 1914-1919)
      
    February 17

    LE NUVOLE


      Vanno
      vengono
      ogni tanto si fermano
      e quando si fermano
      sono nere come il corvo
      sembra che ti guardano con malocchio


      Certe volte sono bianche
      e corrono
      e prendono la forma dell'airone
      o della pecora
      o di qualche altra bestia
      ma questo lo vedono meglio i bambini
      che giocano a corrergli dietro per tanti metri


      Certe volte ti avvisano con un rumore
      prima di arrivare
      e la terra si trema
      e gli animali si stanno zitti
      certe volte ti avvisano con rumore


      Vengono
      vanno
      ritornano
      e magari si fermano tanti giorni
      che non vedi più il sole e le stelle
      e ti sembra di non conoscere più
      il posto dove stai


      Vanno
      vengono
      per una vera
      mille sono finte e si mettono lì
      tra noi e il cielo
      per lasciarci soltanto una voglia di pioggia
     

      Testo: F. De André
      Album: “Le Nuvole”
      Anno di pubblicazione: 1990
     


    January 26

    D.

     

    D.


    In silenzi di pietra
    e rose impallidite,
    spighe di grano nero
    immobili nel vento,
    il tuo viso m’appare
    oro pieno d’estate
    e di giovane carne
    febbre che scuote il cielo.

    Il mio amore è un pensiero
    che non si fa parola
    ed è la folle pena
    di un abbraccio mai dato.


    © Pietro Sassi

    December 27

    Saranno chiari gli occhi




     
     
     
    Saranno chiari gli occhi


    Saranno chiari gli occhi
    forse un giorno,
    saranno del colore
    di quel cielo riemerso
    in un lampo improvviso
    di fulgido mattino,
    tra le schiere ormai in fuga
    di grigie e fredde spire.


    Saranno come allora
    ebbre armonie trionfanti
    nel vergine respiro
    di un’attonita ansia,
    la fame irreprimibile
    di corpi e di parole:
    templi imponenti e tetri
    la piena travolgeva.


    Saranno chiari gli occhi
    forse un giorno,
    quando, prisma di luce
    scagliato nell’abisso
    dal ventre della notte,
    il mistero del tempo
    si chiuderà nel cerchio
    della vita inviolata.


    © Pietro Sassi  

    November 21

    Exitus




    Michael Kenna - Frozen Sea of Okhotsk, Study 4, Utoro, Hokkaido, Japan, 2005


    Exitus


    Un passo, solo un passo
    per uccidere il tempo,
    lo spazio che divide
    dalla terra del vento,
    solitario profeta,
    è sottile illusione.


    Non parlarmi di lui,
    fuori da questo cielo
    non c’è voce inaudita
    e passi nella notte
    non portano novella
    di segni rivelati.


    Un passo, solo un passo
    per liberare il tempo
    da catene di luce,
    si sciolgono le forme
    in afone esplosioni
    d’immateriali incendi.


    E verbo più non s’ode.

     
    © Pietro Sassi